AUTORE: VITTORIA VALENTINA DI GENNARO

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Dopo la conclusione della grave crisi finanziaria apertasi in Grecia, l’Unione Europea si è trovata ad affrontare una nuova minaccia per la stabilità non solo politica, ma anche finanziaria, dell’Eurozona.

A rappresentare un’ulteriore insidia all’Europa unita è stata la richiesta di indipendenza da Madrid da parte della Catalogna con il referendum del 27 settembre scorso. Il leader indipendentista, Artur Mas, aveva anticipato che, in caso di maggioranza assoluta dei seggi, la regione si sarebbe preparata ad essere completamente autonoma dal resto della Spagna, attraverso la creazione di proprie strutture e istituzioni. E maggioranza assoluta dei seggi è stata.

La creazione di strutture e istituzioni autonome, quindi, sarebbe il piano da considerarsi premessa alla proclamazione dell’indipendenza, sfida che preoccupa tuttora il premier Mariano Rajoy, ma che sembra essere stata presa sotto gamba dai leader politici europei. Tuttavia, molti Paesi avevano già comunicato che, nel caso ci fosse stata vittoria del sì per l’indipendenza, la Catalogna sarebbe risultata fuori dall’Europa.

Questo aspetto non sembra preoccupare, però, i catalani, sempre più agguerriti e decisi, dal momento in cui la regione è la più ricca della Spagna e un’eventuale secessione da questa porterebbe piuttosto ad un beneficio. È forse proprio per questo motivo che il quotidiano El Mundo ha descritto il referendum come l’evento più importante del periodo democratico dopo la morte del dittatore Francisco Franco; una data, quella del referendum, considerata un appuntamento speciale anche dal giornale catalano La Vanguardia.

Un’ulteriore questione da valutare è la possibilità di una Spagna che, abbandonata dalla Catalogna e senza, quindi, la sua forza economica, probabilmente non riuscirebbe a restare nell’Euro. È proprio quest’ultimo scenario a rafforzare le convinzioni degli indipendentisti catalani, i quali mettono sempre più alla prova le sicurezze europee.

La Spagna, infatti, con un’eventuale secessione della Catalogna, perderebbe circa il 16% della popolazione, un quarto delle esportazioni e un quinto della produzione economica, ma anche una buona parte delle coste della propria penisola che, affacciandosi sul Mediterraneo, costituiscono un elemento molto importante per il commercio e il turismo spagnoli.

Intanto, la Catalogna è consapevole della necessità di un’eventuale domanda di associazione all’Unione Europea, così come avrebbe dovuto fare la Scozia lo scorso 18 settembre in caso di vittoria del referendum sulla rottura con Londra.